IMG_7169

Da 16 anni mi occupo di formazione professionale. Quella vera, innovativa, completa; quella tramite cui i ragazzi acquisiscono le conoscenze e le competenze che servono loro per fare della propria passione un mestiere. Nei nostri corsi di diploma superiore (di cui sono responsabile) e universitario, che abbiamo importato dal Regno Unito, insegno tutte le materie che trattano la gestione progetti e il lavoro di squadra, la comunicazione, la didattica, il rapporto del professionista con la società e con il proprio settore professionale.

Da tempo l’obiettivo che mi sono posta è quello di portare questi corsi all’attenzione delle istituzioni, perché quello che offrono è un approccio completo e approfondito, che va a colmare una grossa lacuna nel panorama educativo italiano.

La loro natura professionale, infatti, li rende altamente pratici ed esperienziali: gradualmente gli studenti sono portati a sperimentare il mestiere sul campo, partendo da situazioni realistiche fino a progetti reali e responsabilizzanti, che li costringono a superare timidezza e inesperienza e confrontarsi con organizzazioni e professionisti, imparando a gestire le relazioni e ad essere formali nell’approccio al lavoro.

 
la classe del 1° anno del corso universitario Higher National Diploma al MIUR, dicembre 2016

Questo, insieme all’importanza che viene data alla valutazione e alla pianificazione, aspetti che permeano tutti i processi e contenuti didattici, fa sì che chi termina con successo tali percorsi siano persone che sanno muoversi nel mondo del lavoro con una marcia in più. Risparmiano anni di gavetta, imparano che nel lavoro servono tante competenze ‘collaterali’ e che gestire le relazioni è affare complicato, ma anche meraviglioso.

I giovani oggi hanno bisogno di ritrovare l’ambizione, di imparare a discernere la qualità, ad apprezzare l’importanza del coinvolgimento e della collaborazione. Serve stimolare la loro curiosità, insegnare loro a ricercare informazioni e poi ad elaborarle con personalità, costruendo e non solo replicando.

 
sessione di brainstorming e dibattito, classe 2° anno Extended Diploma in Music, gennaio 2017

E servono percorsi didattici che non si dedichino solo al nozionismo, ma che forniscano loro gli strumenti per affrontare con responsabilità e consapevolezza strade a volte tortuose, ma anche ricche di crescita e soddisfazioni.

Il sogno (e l’impegno) è che il nostro approccio didattico sia sostanzialmente copiato e incorporato nel sistema nazionale, finalmente esaltando il merito e preparando i ragazzi a saper stare al mondo, mettendoli sempre primi nell’agenda delle cose da fare.

E, soprattutto, l’impegno è che la formazione professionale non sia più relegata nell’angolo di chi non ha voglia di studiare, ma anzi venga valorizzata per dare un futuro brillante a tanti ragazzi che semplicemente desiderano realizzare un sogno.

Leave a Comment