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Lo scorso fine settimana, 20 e 21 maggio, con i miei colleghi ho realizzato un progetto che ritengo avanguardistico e sensazionale. Si chiama La Classe Creativa, prevede il coinvolgimento di gruppi di persone tramite la musica e l’uso della tecnologia e in realtà l’abbiamo fatto tante volte nell’ultimo anno e mezzo, ma mai con le modalità di questo weekend.

Stavolta, infatti, anziché andare in una scuola a lavorare con 25 ragazzini (esperienza peraltro fantastica, che ripeteremo spero molte altre volte), abbiamo riunito, suddividendole in 5 gruppi per altrettanti laboratori, più di 50 persone di ogni età che si erano volontariamente iscritte. Loro l’hanno fatto per il semplice gusto di passare qualche ora in modo diverso, o forse per curiosità; il nostro obiettivo era ed è quello di coinvolgerli in un approccio sociale nuovo, basato sulla condivisione e sulla sperimentazione, oltre che sull’uso consapevole e creativo della tecnologia.


La Classe Creativa — introduzione dei primi laboratori, sabato 20 maggio 2017

Il progetto, in questa modalità rivolta alla cittadinanza, rientra nell’iniziativa C10 promossa da Coca Cola e da Fondazione EYU, vera e propria operazione culturale volta a stimolare il cambiamento. Come si legge nel sito, infatti, il progetto C10 intende “contribuire a migliorare la qualità della vita nella zona individuata (centri urbani o aree svantaggiate), favorendo luoghi e momenti di aggregazione e condivisione sociale, e rispondendo a specifiche esigenze dei cittadini e delle associazioni che le vivono”.

Obiettivo pienamente centrato, almeno nel nostro caso: le persone coinvolte, dai 3 ai 75 anni, sono uscite sorridenti, entusiaste e piene di energia. Sono state riunite nelle stanze offerte dalla sede R2A della Pastorale Giovanile della Diocesi, una struttura — come la nostra scuola — situata nella Z.A.I. (zona artigianale industriale) di Verona. Un quartiere incolto, degradato, addirittura malfamato, che di notte non è certo un luogo dove le persone possano andare a passeggiare e anche di giorno è tutt’altro che invitante: a parte qualche viale alberato e il profumo di tigli che in questa stagione si sprigiona nell’aria, ciò che troviamo sono ‘marciapiedi’ da camel trophy, parcheggi selvaggi, capannoni in disuso.


l’area antistante la sede del progetto

Eppure, in ZAI, c’è tanta arte. Ci sono realtà importanti nel settore musicale veronese. C’è un bel giro di giovani e ora assistiamo anche alla nascita di nuove aree commerciali, che naturalmente portano nella zona tante persone alle quali sarebbe bello poter offrire di più, in termini esperienziali e culturali. È quindi importantissimo iniziare a curare l’estetica e la vivibilità del quartiere.

Ma soprattutto è importante creare luoghi e occasione di aggregazione, e il nostro progetto aveva esattamente questo intento. Le persone si sono mosse da casa per venire qui, si sono messe in gioco suonando un iPad e cantando un rap davanti e insieme a sconosciuti. Si sono divertite, hanno riso insieme; ho visto bambine di 7 anni chiacchierare con signore di 70 che non avevano mai visto prima. Insomma, tanta bellezza.


La Classe Creativa — svolgimento di uno dei laboratori, domenica 21 maggio 2017

A dimostrare che arte, cultura e bellezza in generale migliorano la vita delle persone, esattamente come i promotori del progetto C10 volevano dimostrare ed esattamente come noi cerchiamo di fare ogni giorno, con i nostri studenti.

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