Gufo

Questa mattina mi è capitato di sentire in radio un commento alquanto bizzarro. Il tema era la riforma del lavoro, nota come JobsAct, e l’esordio di questo esimio direttore di redazione sembrava (stranamente) essere positivo: sicuramente nei prossimi mesi ci saranno più assunzioni e il tasso di occupazione aumenterà, annunciava baldanzoso.

Ma la mazzata gufesca era dietro l’angolo. Attenzione, però! E da qui parte lo sproloquio che ha attirato la mia attenzione. La tesi è quella secondo cui i numeri positivi, in realtà, saranno falsati perché non si riferiranno tutti a vere assunzioni ex-novo, ma saranno in gran parte regolarizzazioni di lavoratori in nero o attualmente sotto contratti precari.

Ora, questo è certamente vero. Molti dei nuovi contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti saranno sottoscritti da persone che prima non avevano un contratto regolare o ce l’avevano a tempo determinato, precario. Ma lavoravano.

I numeri della disoccupazione, si sa, comprendono anche tutti coloro che lavorano in nero; quanto al precariato diffuso, è senza dubbio la piaga che la riforma intende sanare. Quindi, il fatto che tutti questi lavoratori emergano dal sommerso o vengano stabilizzati è esattamente il risultato che ci si attende. Positivo.

E’ qui, dunque, che la ferma volontà di interpretazione negativa emerge chiara e cristallina: il giornalista gufo cerca già, in anticipo, di girare la frittata e far credere all’ingenuo ascoltatore, ancora un po’ mezzo addormentato, data l’ora mattutina, che i numeri saranno falsati. Se dovessimo ragionare così, allora anche i numeri dell’attuale disoccupazione sono falsati: in realtà c’è tanta gente che lavora, in nero o in modo precario (che bello!).

Ora, per piacere, cerchiamo tutti di essere seri: la riforma, ci si augura, farà cambiare questi numeri. Non li falserà: li cambierà, e il concetto è molto diverso. Alcune saranno vere assunzioni ex-novo, di persone che adesso sono disoccupate; altre saranno assunzioni di persone che adesso lavorano in nero (e non dimentichiamo la conseguente azione sulla connessa evasione fiscale); altre ancora saranno trasformazioni di contratti precari, con l’evidente risultato di una stabilizzazione e quindi di ulteriori futuri benefici economici in termini di potere d’acquisto, accesso al credito e così via.

In tutto ciò non c’è nulla di falso, non c’è il ghigno di un governo che vuol prendere in giro il popolo. C’è solo, finalmente, il tentativo di migliorare sul serio, di dare una svolta a ciò che per troppo tempo non ha funzionato. Il tentativo e la determinazione di riportare le persone a pensare in modo positivo al proprio futuro.

Detta con il sorriso: dai, gufi, smettete di arrampicarvi sugli specchi e tornate a volare.

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