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Politica, termine nobile con il quale gli antichi greci designavano ‘ciò che concerne la città’, un ambito che riguarda ciascuno di noi, perché a tutti noi preme la cura di ciò che ci circonda e che caratterizza la nostra quotidianità. Una parola che racchiude tutte le altre. La scuola, la cultura, l’impegno civile e strettamente politico, l’innovazione, l’Europa, il lavoro…tutti ambiti di cui anch’io mi occupo quotidianamente con passione.

Faccio politica da 12 anni, per una media di 12 ore al giorno, gestendo un’associazione culturale che si occupa di formazione professionale seria e di qualità, offrendo corsi di diploma britannici nella musica, nella tecnologia e a breve nel turismo. Sto parlando di una formazione professionale vera, votata all’esperienza pratica e alle capacità gestionali; una formula importata dal Regno Unito che vorrei fosse copiata nel nostro Paese, per dare finalmente opportunità reali a tanti giovani. E quelli di cui ci occupiamo noi sono i settori lavorativi del futuro, quelli nei quali il nostro Paese può e deve eccellere; abbiamo le materie prime, se così vogliamo chiamare la ricchezza culturale e creativa italiana, ma servono imprenditori che siano creativi, capaci e lungimiranti, con lo sguardo ampio verso l’Europa e una mentalità aperta e dinamica. Gente che abbia un sogno da far diventare mestiere e che vi si dedichi con passione, spirito di sacrificio, allegria e dedizione.

Andare ogni mattina in quel posto magico, dove una cinquantina di ragazzi si aspettano che insegni loro a gestirsi il futuro, a diventare professionisti preparati il cui talento diventi merito e a capire la potenza del saper lavorare in squadra, per me è fare politica. Non c’è niente di più socialmente utile che dedicare le proprie energie all’educazione, alla costruzione di competenze e coscienze che possano davvero lasciare il segno.

Faccio politica anche quando, tra mille difficoltà e impedimenti, cerco di fare in modo che 30 musicisti preparati ricevano uno stipendio decente, troppo basso per retribuire la competenza che mettono nell’insegnamento, ma almeno in qualche modo regolare e riconosciuto legalmente, a differenza di quando la loro bravura si esprime su un palco e nel mestiere artistico. In questo settore manca tutto: la regolarizzazione, la previdenza, il riconoscimento professionale. E, se già prima era difficile, grazie alla Fornero ora anche essere inseriti nelle scuole di musica è diventato praticamente impossibile. Non c’è un inquadramento adatto ad un lavoro che per sua natura è flessibile, variabile e creativo e per questo necessita di semplicità. Manca totalmente l’attenzione da parte delle Istituzioni, di qualsiasi livello.

Faccio politica quando lavoro 18 ore su 24 per un compenso di neanche ottocento euro al mese e la faccio quando non perdo l’occasione per proclamare e difendere l’arte e la cultura, la creatività e l’innovazione, insomma la bellezza, in un mondo che le vuole sommergere nella burocrazia e declassare a semplice e superfluo intrattenimento.

Dal 13 settembre 2012, poi,  faccio politica anche frequentando assiduamente la rete, scrivendo e informando, conoscendo persone splendide come tutte quelle che sono qui oggi, frequentando, fondando e dirigendo comitati, associazioni e circoli di partito; mettendomi a disposizione ovunque serva e buttandomi a capofitto e senza risparmiarmi in questa corsa per il cambiamento, con un impegno che costituisce un tutt’uno con quello che metto in ogni aspetto del mio lavoro. Perché per me la politica è vita quotidiana, è il guardare avanti con un obiettivo, lavorare insieme agli altri per un progetto che sia bello e ambizioso.

Faccio politica con sincerità, coerenza e lealtà. E con il sorriso. Come tanti altri, come tutti gli straordinari amici che lo scorso fine settimana erano con me alla Leopolda, perché l’aspetto più bello dell’essere stati lì è che siamo un’unica, grande squadra che guarda al noi e per il noi lotta ogni giorno.

Ecco, per tutto questo, il nome che voglio dare al futuro è passione. Quella che vedo brillare negli occhi dei miei studenti e in quelli del mio leader politico. Quella passione che metto con energia in ogni sogno che voglio realizzare, perfino, o meglio soprattutto, quello di vivere in un Paese migliore.

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