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Ciò che ha detto ieri Matteo Renzi all’Assemblea Nazionale del PD non suona nuovo a noi che lo seguiamo da sempre, né a chi lo ha sentito argomentare le proprie idee in dibattiti anche televisivi. E’ stato, però, nuovo sentire quelle parole di grandi orizzonti pronunciate con carica ed energia in un consesso nel quale normalmente si respira un’aria più stantia.

L’incipit dedicato al cambiamento e all’innovazione ha indicato subito la direzione che l’oratore avrebbe preso: quella della positività, dell’approccio propositivo in un momento in cui i più ancora pensano a reciproche accuse e ad innalzare baluardi difensivi.

Matteo ha infuso energia quando, già dalle prime battute, ha identificato il senso del partito nel dare attenzione ai “sentimenti profondi delle persone”, ovvero a quelle tematiche di interesse reale la cui cura può ridurre la distanza tra politica e società, portando la prima ad occuparsi della seconda in modo sinergico ed efficace. La politica, insomma, deve sì affrontare innanzitutto le esigenze legate alla quotidianità, ma senza trascurare le grandi questioni morali e civili che aprono orizzonti e regalano dignità.

Parlando di gioia ed entusiasmo nell’impegno in politica, Renzi ha esortato a considerare il passato per trarne lezioni per il futuro. Perché poi è al futuro che si deve pensare, imparando dagli errori propri e altrui e continuando a correggere e a migliorare. 

Particolarmente efficace il passaggio di analisi del passato recente, nel quale sono risaltate la limpida lealtà e l’amore per la verità: qui si è concesso di mettere a posto qualche vecchia polemica, rivendicando con serenità la ragione su alcune questioni che avevano costituito tema di scontro durante le primarie. Ma che bello, per chi odia la falsità e le dietrologie, poter andare a testa alta per aver sempre detto ciò che pensiamo in faccia alle persone, per aver criticato politicamente senza mai dimenticare il rispetto personale, per essere sempre stati leali!

Poi la valutazione dell’attuale governo, quello che noi per primi non avremmo mai voluto ma che adesso dobbiamo non solo supportare, ma guidare con forza, mettendo in prima linea i nostri valori e i nostri temi. Dimostrare leadership è importante ora più che mai e il governo deve farsi percepire come una realtà concreta che ha a cuore il bene del Paese.

Quanto al partito…quello deve essere aperto, inclusivo, coraggioso. Io ero rappresentante di lista ai seggi delle primarie e, come ho avuto modo di scrivere in qualche tweet dell’epoca, mandare via le persone che desideravano votare è stato quanto di più brutto io abbia dovuto fare. Ero certa che quelle persone non sarebbero tornate, una volta sentitesi escluse e non ascoltate. Un partito che vuole chiamarsi Democratico deve aprirsi e dimostrare coraggio, passione ed energia, deve dare spazio alle speranze delle persone.

Ecco, l’intervento di Matteo Renzi all’Assemblea Nazionale ha espresso quella autenticità di valori, di intenti e di visione che sono essenziali per un progetto politico proiettato in avanti: non al semplice domani, ma alla prossima epoca, quella nella quale ciò che noi stiamo seminando sarà diventato un patrimonio per chi verrà dopo di noi. Come ha concluso Matteo, facendoci vedere un raggio di luce in una sala affollata di sguardi biechi e scuri, dobbiamo “costruire un Paese all’altezza dei nostri sogni”.

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