24309365_matteo-tifa-debora-presidente-non-credete-chi-viene-in-barca-il-piccolo-11-aprile-2013-0

Oggi è stata una giornata bella: il Parlamento ha potuto ascoltare le parole preziose di un grande Presidente della Repubblica (e ne facciano tesoro), Matteo Renzi ha parlato di futuro, speranza e proposte concrete su “La Repubblica” e a “Otto e Mezzo”; soprattutto, Debora Serracchiani ha vinto le elezioni friulane nella settimana più nera della storia del Partito Democratico (“ha vinto nonostante il PD”, dice Renzi). Bel colpo!

Il dato positivo del Friuli è oltretutto ridondante: alla vittoria del PD si aggiunge il flop dei Cinque Stelle, ovvero la diminuzione della smania distruttiva in favore di un maggiore senso delle istituzioni e della volontà costruttiva. Questo è il dato importante, perché a quelle persone che hanno preferito astenersi piuttosto che rivotare Grillo si deve rivolgere ora il messaggio di chi ha voglia di rinnovare.

La delusione giustificata di tanti italiani comincia a rifiutare di tradursi in violenza, anche solo verbale. Il disastro politico e istituzionale della scorsa settimana ha mostrato una nuova via e in Friuli i piccoli elettori non hanno voluto commettere gli errori dei Grandi Elettori. Sono stati un po’ più responsabili, hanno detto “ricostruiamo” invece che “vaffa”.

Sono grani di speranza in questo momento buio che ci ha fatto vedere il baratro, perché per uscirne serviamo tutti. Siamo noi che dobbiamo valutare il domani e porre le basi per un Paese nuovo, affidandolo ad una classe dirigente meritevole e competente. E’ il nostro voto che decide, abbiamo la responsabilità di esercitarlo con consapevolezza e capacità di giudizio.

Oggi i tanti che, come me, si interessano attivamente del bene comune possono festeggiare. C’è aria di rinascita. C’è per il PD, che ha assunto le sembianze di una Fenice e si sta risollevando con una nuova vita dalle proprie ceneri; ma c’è anche per il Paese, che intravede una luce in fondo al tunnel, che presto avrà un governo e qualcuna delle tanto attese riforme. Noi, impegnati in prima persona, sappiamo che il lavoro da fare è ancora tantissimo; la gioia di oggi diventerà già domani sacrificio e travaglio, ma davanti a noi ci sarà un domani auspicabile.

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