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I risultati dell’ultimo studio PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study, 2011) hanno evidenziato una buona notizia per l’Italia: i bambini maschi stanno colmando il divario che li separa dalle femmine quanto ad affezione alla lettura e, in generale, i nostri piccoli si pongono un pochino al di sopra della media internazionale.

Ne ha parlato ieri “La Repubblica”, adducendo a probabili cause un migliore lavoro fatto dalle scuole, l’uscita di best-seller ‘unisex’ accattivanti (vedi Harry Potter) e l’abitudine a leggere le istruzioni di videogiochi e app tecnologiche di varia natura. Benché pare che il divario tra maschi e femmine torni ad ampliarsi nella fascia adolescenziale, sulla scia dell’incoraggiamento a giochi e attività più ‘tecniche’ per i primi, tuttavia il dato sui bambini dell’età scolare è confortante e porta ad insistere su azioni che tendano ad un ulteriore progresso, magari includendo anche i più grandicelli.

Sul fatto che la scuola abbia contribuito a questo miglioramento ci sono opinioni contrastanti. Sappiamo fin troppo bene in quali condizioni versi la nostra scuola: certo ci si può fidare della buona volontà di tanti insegnanti appassionati, ma anche loro poi si devono scontrare con la mancanza di risorse. Gli istituti italiani trarrebbero grande giovamento da biblioteche più fornite e più funzionali, oltre che da una maggiore integrazione fra la lettura ‘tradizionale’ e le nuove tecnologie.

Le amministrazioni devono interessarsi in prima persona di questo argomento, intervenendo sulle scuole direttamente con investimenti, non necessariamente onerosi, nelle infrastrutture: migliorare le biblioteche scolastiche e arricchirle di volumi oltre che di tecnologie che puntino sull’interattività, ma anche favorire attività eventualmente extracurricolari volte alla promozione della lettura e alla stimolazione della fantasia e della creatività. E’ necessario, infatti, incoraggiare la curiosità dei ragazzi e far loro scoprire la gioia di immergersi in una storia, di vivere mondi fantastici e capire valori e principii che possano essere le fondamenta della loro essenza civica.

Dalla scuola, poi, si deve passare alla famiglia, all’interno della quale è essenziale l’esempio: in tutte le case ci dovrebbero essere librerie ben fornite, con testi adatti a tutte le età, e ogni tanto il sabato mattina si dovrebbe fare un salto in biblioteca (quella biblioteca comunale aperta con ampi orari alla cittadinanza!), a cercare libri per i genitori e libri per i figli e magari anche libri da leggere e commentare tutti insieme. Perché, poi, il commento e la discussione su ciò che si legge permettono di approfondire la comprensione del testo, la cui difficoltà rimane il nodo focale della questione, il problema che poi si protrae nell’età adolescenziale e perfino adulta.

Oggi è la Giornata Internazionale del Libro. Partiamo dai dati (finalmente) positivi per continuare a costruire una generazione di giovani consapevoli e creativi. Buona lettura a tutti i bimbi!

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