Vedo le persone molto confuse: non si sa cosa fare, come comportarsi, non si riesce a vedere un futuro, nemmeno quello prossimo. Siamo immersi da tempo in una profonda crisi, ma, invece di tirarsi su le maniche e pianificare le azioni salvifiche, i più si guardano intorno, si parlano addosso, cercano di conservare il conservabile. Sono spaesati (e chi più di noi italiani può mettere una ‘s’ privativa davanti alla parola paese?).

Siamo senza una guida, le istituzioni sono incapaci di fornirci un terreno solido per lavorare, o per sperare. L’attuale fase politica non sembra avere una facile via d’uscita e il momento di confusione sarà destinato a durare ancora un po’. Ad esser prudenti, dovremmo stare fermi tutti.

Invece no. Proprio quando tutto è fermo è necessario ripartire. La speranza è una fiamma che va tenuta viva, va fatta ardere per illuminare la strada che è così buia. Ogni giorno, senza aspettare, bisogna agire e costruire senza lasciarsi spaventare da un presente bieco, perché è l’unico modo per renderlo un futuro migliore, se non radioso.

Certo, la paura è tanta. La paura, però, è un’emozione che può essere ‘sana’ e sicuramente lo è se messa a confronto con l’apatia. Diventa positiva quando prende origine dal rischio, dalla volontà forte e determinata di cambiare, di dare una svolta. Non vale dire ‘non sono capace’, ‘non l’ho mai fatto’; non vale neanche dire ‘è difficile’. Ovvio che è difficile, e allora?

Allora andiamo, investiamo, impegniamoci; diamo l’esempio a questi governanti e apparati statici e vuoti, facciamo di ogni giorno un tassello del piano di ricostruzione. La parola d’ordine deve essere rinnovare: rinnovare le attività, le relazioni e le abitudini. E’ l’unico modo per uscire da questo stato confusionale e prendere una direzione chiara, attuando la pianificazione di un progetto a medio e lungo termine come via d’uscita dalle sabbie mobili dello spaesamento: con coraggio dobbiamo metterci in gioco a tutti i livelli e fare della nostra vita professionale e del nostro impegno civico un campo di semina, cosicché, quando i tempi saranno migliori, avremo piantine robuste che potranno davvero crescere rigogliose.

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